uomo felice risanamento muro

Risanare una vecchia stalla

I tipi di cristalli presenti nei muri ed intonaci di stalle sono sempre in vasta maggioranza dannosissimi sali Nitrati

Notizie

Le stalle sono innumerevoli nel nostro paese. Nascono quali strumenti dell’evoluzione dei gruppi di cacciatori-raccoglitori nomadi che passarono all'insediamento stabile agricolo circa 12.000 anni fa alla fine del periodo Neolitico quando si prese consapevolezza che gli animali addomesticati come i bovini, le pecore e le capre, nonché i maiali ed i polli, potevano fornire grandi quantità di risorse utili quali:


A parte ciò, alcuni di questi animali, cioè buoi, asini e cavalli potevano anche fornire energia di trazione per il trasporto degli uomini che permise, guerre a parte, non solo il più efficiente stoccaggio dei prodotti agricoli e favorì il commercio, ma anche la lavorazione con aratri di tipi di suolo più pesanti per la coltivazione intensiva.
Superfluo ricordare che i cavalli sono rimasti in uso fino ai giorni nostri fino gli anni ’30 prima di essere sostituiti dalle auto.
Tutti questi animali domestici dovevano, e devono, essere ricoverati in edifici appropriati, a seconda: stalle, porcili, ovili, ecc.

Nel nostro paese, con la sua ininterrotta storia di almeno 2800 anni, non mancano le stalle con muratura in vista oppure intonacate di tutti i tipi giunte fino a noi che sono state usate ininterrottamente anche per decine di secoli. Sono veri edifici isolati in campagna, annesse ai poderi, o anche cittadini. Infatti, tutti i medio-piccoli palazzi nobiliari cittadini avevano un cortile d’ingresso nel quale c’erano le stalle per cavalli e carrozze.

Nonno
Foto degli anni ’40 del nonno dello scrivente con il suo cavallo favorito affacciato dalla stalla nel cortile del suo palazzo cittadino

Gli edifici storici

Da sempre fino agli anni 1950-60 (con avvento del cemento) tutti gli edifici, dalle stalle al Colosseo, sono stati costruiti con muri portanti in mattoni o pietrame e pavimenti in un acciottolato di ghiaia o cocciopesto detto vespaio posati su terreno umido o bagnato. Sono quindi tutti automaticamente soggetti a risalita di acqua dal terreno contenente sali minerali disciolti – Cloruri, solfati, Nitrati.

L’evaporazione secolare o millenaria dalle superfici dei muri o intonaci ha nel tempo generato in esse cristalli dei sali che le hanno consumate e deteriorate, ma nelle stalle molto più che di altri edifici. Come mai? La ragione è semplice: I tipi di cristalli presenti nei muri ed intonaci di stalle sono sempre in vasta maggioranza dannosissimi sali Nitrati.

Come mai? I sali Nitrati sono prodotti da nitro-batteri che trasformano per mestiere l'urea sempre presente nell'urina e negli escrementi degli animali in sali nitrati, così producendo il "concio" che è, non a caso, il primo antico ottimo fertilizzante in quanto "azotato" come si direbbe oggi. Come il guano degli uccelli.

E’ facile identificare i sali nitrati, basta usare il laboratorio chimico di cui ci ha dotato il Padreterno. Si mette una minima quantità dei cristalli bianchi dei sali visibili sulla punta della lingua con la punta di un dito bagnata (non è mai morto nessuno), e si sente del vero freddo sono nitrati! (altrimenti . . . amaro=solfati, salato=cloruri) . Ovviamente complete analisi in laboratorio con Cromatografia Ionica non sbagliano.

Analisi di laboratorio dimostrano regolarmente che il contenuto in percentuale di peso di soli sali nitrati nell'intonaco di una vecchia, ma anche relativamente recente, stalla del '900, supera normalmente il 2,5% in peso, ma lo scrivente ha riscontrato di persona valori dal 7,0 fino al 11,0% di soli sali nitrati nel pavimento e nelle pareti in pietrame e laterizio del Pianoterra del ex-amphiteatro Romano detto il Verlasce a Venafro in Isernia riciclate dal XVIIo sec. in poi dal riuso quali stalle !

Ciò in quanto nel 2013 ha avuto l’onore di essere stato co-relatore del Prof. Giovanni Carbonara per una Tesi della Scuola di Specializzazione in beni architettonici e del paesaggio all’Università di Roma La Sapienza A.A. 2012-2013 Intitolata: Restauro e recupero dell’anfiteatro romano di Venafro “Il Verlascio”. Specializzanda: Arch. Marianna Tesse

Verlascio
Vista aerea del Verlascio a Venafro. IS. Gradinate dell’ex- amphiteatro romano con nuovi tetti ed usate come stalle al piano terra.
Arena
Vista dei “cunei” ristrutturati con stalla al Piano Terra affaccianti la vecchia arena romana

 

Pareti in pietrame
Pareti in pietrame dei setti che una volta sostenevano le gradinate romane dopo circa 450 anni della loro uso come stalle affaccianti l’ex arena romana con abbondantissimi sali nitrati
Volte con sali
Nella foto i sali sono visibili fin sulle vecchie volte in laterizio

I valori dal 7,0 fino al 11,0% di soli sali Nitrati riscontrati dallo scrivente sono cifre enormi rispetto al valore di "Non a rischio di degrado" per un materiale - che è dello 0,05%. Ciò secondo la sintesi ragionata delle cifre in esistenti Standard internazionali elaborate dallo scrivente e corrette da 11 anni di esperienza sul campo, vedi Tabella sotto.

Sintesi ragionata Tabelle Internazionali di Rischio di degrado di un muro o di un intonaco in base al contenuto percentuale in peso di sali

Stato

Percentuale in peso di sali solubili

Rischio

Cloruri, Solfati

Nitrati

Pulito

meno di 0,10 %

meno di 0,05%

Nessuno

Lieve

0,20 - 0,50 %

0,06 - 0,10%

Basso danni lievi

Medio

0,60 - 1,50 %

0,10 - 1,50%

Medio

danni visibili

Alto

1,60 - 3,00 %

Alto

molti danni

Grave

oltre il 3,00 %

Certo Distruzioni estese

Queste cifre sono nel Capitolato Speciale per il Restauro Architettonico. Ediz DEI

Ristrutturazioni e riuso

Oggi avviene che i vecchi poderi e le vecchie fattorie agricole vengono rinnovati per essere trasformati in ville. Data la sua dimensione la vecchia stalla viene normalmente adibita a sala da pranzo.

Aneddoto

Si verifica una frequentissima situazione che lo scrivente ha vissuto molte volte quando amici dai quali lo scrivente veniva invitato a pranzo in un tale locale: Gli veniva chiesto “Come mai solo questo locale è ancora così umido, visto che è stato ri-intonacato ed è stata installata una barriera alla risalita”?

Risposta: “Non è da sorprendersi. La risalita ha portato i sali Nitrati nel muro oggi ri-intonacato nel corso di tutti gli anni o secoli passati da quando il muro era nuovo. Stonacare e ri-intonacare non è bastato.


Oggi la fastidiosa umidità ambientale riscontrata è mantenuta solo dalla igroscopia della gran quantità di cristalli di sali Nitrati ancora rimasti nelle superfici dei muri dopo stonacati e poi ri-intonacati!! Sarebbe stato necessario estrarli e rimuoverli per essere certi che il muro stonacato fosse sano e pulito.

Quando le ex-stalle affaccianti sui cortili degli antichi piccoli palazzi cittadini vengono ristrutturati per ricavarne locali utili alla vita di oggi capita facilmente di vedere le umidità come da foto sotto sugli intonaci. Anche sotto porticati al riparo dalla pioggia.

muri
Nella foto i sali sono visibili fin sulle vecchie volte in laterizio

Come mai le chiazze di umidità? Il muro è ancora umido? Eppure sono passate settimane dalla stesura del nuovo intonaco.
Spiegazione:

  1. La ristrutturazione dei locali ha comportato demolizioni delle vecchie pareti in mattoni delle ex-stalle intrise di sali nitrati,
  2. Questi vecchi mattoni sono stati ri-adoperati per le nuove pareti come desiderate nella ristrutturazione,
  3. Dopo costruito il rustico le nuove pareti sono state re-intonacate,
  4. L’acqua della malta del nuovo intonaco ha sciolto i vecchi sali nitrati che i mattoni contenevano e li ha assorbiti in soluzione,
  5. La asciugatura e presa del nuovo intonaco è avvenuta per evaporazione dell’acqua della sua malta all’aria del cortile sotto al porticato,
  6. L’evaporazione dalla superficie è stata solo dell’acqua ma non dei sali nitrati che conteneva,
  7. Alla fine l’intonaco ha fatto presa e si è asciugato, ma i cristalli dei sali nitrati sono rimasti nei primi mm della superficie,
  8. I cristalli dei sali nitrati sono igroscopici e deliquescenti, ovvero assorbono tanta umidità dall’aria che gli si sciolgono dentro e spariscono! Si vede solo del bagnato – come nelle foto.


Risanamento di un vecchia stalla ad uso civile

Fatta la scelta di risanare ad uso civile le pareti interne e/o interne di un tale edificio visto che saranno sicuramente intrise di vecchi cristalli di sali Nitrati, più o meno a seconda dell’età della stalla, per un Restauro Architettonico permanente occorrerà innanzitutto risanare le pareti ed eventualmente il soffitto, se non è da rifare nuovo e infine il pavimento.

Muri in pietrame o mattoni in vista da mantenere tali. L’unico vero restauro è di estrarre e rimuovere i vecchi cristalli dei sali dalle superfici per riportare la loro bellezza a quella originale

L’unico modo di effettuare una tale estrazione e rimozione è mediante applicazioni del bio-estrattore di sali denominato commercialmente Cocoon Westox, che è unico al mondo e impiegato in siti UNESCO in tutto il mondo.

Con una barriera alla risalita, il risanamento sarà definitivo, mentre senza barriera durerà moltissimi anni prima di tornare allo stato attuale. Infatti, l’estrazione avrà rimesso a zero le lancette dell’orologio che hanno incominciato a girare quando il muro era nuovo ed è iniziata in esso la risalita raso terra, e la sua evaporazione ha incominciato a generare i cristalli dei sali sempre più in alto.

Bioestrattore Cocoon
Azione del bio-estrattore Cocoon Westox su volta in mattoni e su muro in pietrame

Risanare pareti intonacate

Una stalla può essere secolare ma negli anni 1970-80 quasi tutte sono state ri-intonacate con la "moderna", "nuova", buona, forte, malta cementizia in sostituzione della malta di vecchia calce oramai deteriorata.
Ora, un intonaco di malta cementizia è praticamente impermeabile all'acqua liquida, ma è permeabile alla evaporazione dell'acqua. Questo è drammatico perché l’evaporazione della risalita contaminata dai nitrati genera i cristalli di questi sali all’interfaccia muro/intonaco. Il risultato è che l’intonaco cementizio, pur essendo duro e abbastanza impermeabile, suona “fesso”, e anche

se alle volte sembra integro ed appare solo umido, in realtà è condannato e presto o tardi dovrà essere rimosso perché verrà staccato dal muro dai cristalli e cadrà,

evoluzione intonaco
Schema della evoluzione di un intonaco di malta cementizia - Crollo di intonaci di malta cementizia
Estrazione e rimozione di vecchi sali nitrati con il bio-estrattore Cocoon Westox
Estrazione e rimozione di vecchi sali nitrati con il bio-estrattore Cocoon Westox da muro di ex-stalla già intonacato con malta cementizia

Re-intonacare

Quando un intonaco marcio viene tolto da un muro, vero che molti cristalli dei sali che l’hanno fatto marcire saranno stati rimossi con l’intonaco, ma ne rimarranno ancora molti nella superficie del muro stonacato, e l’acqua della malta del nuovo intonaco li scioglierà e li mobiliterà nell’impasto. La presa e l’asciugatura del nuovo intonaco (specialmente di calce) avverrà per evaporazione dalla sua superficie, e quindi questi sali torneranno in superficie, sia come macchie di umido di sali Nitrati in soluzione come da foto sopra, che come efflorescenze (il cosiddetto “salnitro).

Garanzia della durata

Per garantire la durata del nuovo intonaco sarà perciò necessario estrarre e rimuovere dal muro i vecchi sali residui dopo stonacato e prima di re-intonacare e non pensarci più. Ciò si può fare con il bio-estrattore di sali denominato commercialmente Cocoon Westox bio.
Dopo di che il nuovo intonaco potrà far presa senza più i vecchi sali e sarà bello, visibilmente asciutto, e durerà molto più a lungo.
Con barriera alla risalita, il risanamento sarà definitivo in quanto non ci sarà più apporto di sali dal terreno, mentre senza barriera dovrebbe durare moltissimi anni prima di tornare a degradarsi come esposto sopra.

Sostituire l’intonaco o no? Sostituire non è sempre indispensabile. Se il vecchio intonaco cementizio è ancora ben attaccato, e se si accetta la minore vivibilità che da, si può evitare il 75% del cantiere e tutto ciò che comporta di tempo, costo, e disagio. Cioè, si possono anche estrarre i sali come sopra con il bio-estrattore Cocoon Westox direttamente dal vecchio intonaco che potrà così essere salvato e mantenuto, con o senza nuova barriera alla risalita. Se senza, la risalita proseguirà come prima, ma operando come descritto sopra, il risanamento dovrebbe lo stesso durare molti anni. Cocoon Westox estrae fino a 3-4 cm di profondità. Da notare che un intonaco cementizio è molto compatto e poco permeabile per cui l'azione di estrazione di cocoon non sarà così rapida ed efficace quanto lo sarebbe su una malta di calce.

Occorrerà dare alla pasta il massimo tempo d’azione rallentando il suo ritmo di asciugatura, magari coprendolo con uno strato di nailon inchiodato solo sopra. Il problema risiede nel tempo che ci mette la soluzione salina a migrare dentro la malta prima di arrivare a cocoon.
Certo, risanare il muro prima di rintonacare sarà molto più efficace, ma la scelta è del proprietario.

Pittura

Poi l’intonaco cementizio potrà essere dipinto con una mano di calce, NON con pitture acriliche, silicatiche, “lavabili” impermeabili, idro- repellenti, o simili. Sarebbe cadere dalla padella nella brace: sbollerebbero subito e non si potrebbe più intervenire.

Estrazione e rimozione di vecchi sali nitrati con il bio-estrattore Cocoon Westox
Estrazione e rimozione di vecchi sali nitrati con il bio-estrattore Cocoon Westox da muro di ex-stalla già intonacato con malta cementizia

 

Il pavimento. Per risanare il vecchio acciottolato (detto "vespaio" illustrato in Figura sotto (evitando i ridicoli scavi per creare una "camera d'aria" con igloo).

 

vespaio
vespaio