muro risanato sorriso

Pre-lavaggio superfici lapidee da restaurare,bene o grave errore?

Una superficie lapidea viene degradata dai cristalli di sali solubili generati dall’evaporazione di una soluzione che li contiene

Notizie

Efflorescenze o Sub-efflorescenze

Una superficie lapidea viene degradata dai cristalli di sali solubili (prevalentemente cloruri, solfati, nitrati) nei suoi primi 10-12 mm generati dall’evaporazione di una soluzione che li contiene, tipicamente una risalita, ma anche ad es. dall’evaporazione di nitrati di guano di uccelli sciolti dalla pioggia e così presenti sulla superficie di un muro sottostante una gronda.

Evaporazione
I cristalli si formano a cavallo della superficie (disegno sopra)

 

all’esterno oppure all’interno di essa, vedi Figura sotto. I primi sono quelli visibili denominati Efflorescenze (volgarmente “salnitro”) che sono innocui, mentre i secondi sono quelli invisibili denominati Sub-efflorescenze la cui formazione ed espansione causano i degradi.

 

Cristalli efflorescenze
Cristalli di innocue Efflorescenze e danni da Sub-Efflorescenze in facciate in pietre e mattoni

 

Dove si formano dipende dall’equilibrio di due condizioni di dove si posiziona il :

  1. le caratteristiche di densità, tipo di porosità, permeabilità, ecc. del materiale, e
  2. le condizioni climatiche in corso in ogni momento. Ovvero dove si stabilisce il Fronte di Evaporazione della Figura sotto
fronte evaporazione
Fronte di Evaporazione

Le Efflorescenze esterne sono innocue e basta spazzolarle via, mentre le Sub-efflorescenze interne distruggono le superfici

 

Comune errata prassi diffusa nel Restauro professionale

Viene insegnato e molto spesso, per non dire quasi sempre, ufficialmente  prescritto parte degli insegnanti degli Istituti ufficialmente deputati alla formazione dei Restauratori professionali, di sciacquare varie volte la superficie lapidea da restaurare con acqua deionizzata come prima prassi di generica Pulizia preliminare (magari con disinfettanti e muschicidi, erbicidi  ecc . e/o sia come azione anti-vegetativa.

 

Il gravissimo rischio di eseguire questa operazione è che questo inzuppamento generale in realtà sciacquerà via pochissimi cristalli di sali dalla superficie, ma sicuramente distribuirà la maggior parte dei cristalli ora concentrati nei primi 12-15 mm della superficie in tutto lo spessore del muro e, solo dopo 4-6 mesi, ovvero quando tutto il muro si sarà di nuovo asciugato per evaporazione naturale dalla superficie lavata, i cristalli dei sali saranno tornati al loro posto per 10-12 mm sotto la superficie come niente fosse.

 

Risultato, qualsiasi estrazione dei cristalli dei sali con le standard compresse di polpa di cellulosa e seppiolite  oppure con la tecnologia Cocoon Westox, bio fatte entro circa 4 mesi dall’inzuppamento, cioè prima che i cristalli dei sali siano tornati al loro posto, sarà inutile e, peggio, porterà alle false conclusioni che:

  1. estrarre i cristalli dei sali dura poco perché tanto, tornano
  2. è inutile perché il metodo non funziona

NB.– lo scrivente ha dichiarazione ufficiale in questo senso su carta intestata ISCR – disponibile a richiesta che sostiene queste due false conclusioni.)

Morale della storia

Prima di effettuare un restauro nel vero senso della parola di una superficie lapidea, cioè  di riportare la superficie al suo stato originale salvo le perdite subite, estraendo e rimuovendo i cristalli, mai  eseguire pre-lavaggi ma soltanto spazzolare a secco prima di applicare Cocoon Westox bio, e solo dopo eseguire le altre Pulizie e gli altri trattamenti.

 

Edgardo Pinto Guerra 20/05/2020