Scheda 5 Percorso

Fermare l'Umidità ascendente o risalita capillare


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Documento informativo a cura di Edgardo Pinto Guerra, autore del volume "Risanamento di murature umide e degradate".
RASSEGNA DELLE DIVERSE BARRIERE E MODI PER FERMARE L'ACQUA IN RISALITA

NB. I vecchi sali che hanno causato il marcio possono causarlo di nuovo e
possono mantenere il muro umido anche da soli dopo istallata una barriera


I tre principali metodi impiegati sono:
    A
- gli sbarramenti ad elettrosmosi attiva,
    B-
le barriere iniettate e,
    C
- i metodi ad  "aerazione preventiva".

A- Lo sbarramento ad elettrosmosi attiva.

Il Servizio Tecnico Cocoon raccomanda la versione particolare brevettata di barriera elettrosmotica attiva detta "ad anello" che consiste soltanto in un cavo  interrato corrente per terra all'esterno all'edificio, senza bisogno di tracce nel muro.
Clicca per richiedere informazioni>.

             

L'elettrosmosi attiva ad anello può asciugare un muro impedendo ad altra acqua e sali dannosi dal risalire. Consiste nel rendere il muro elettricamente positivo applicando ad esso un potenziale elettrico di debole voltaggio (da 12Volt a 3-4Volt) rispetto al terreno.
Abbisogna di mantenere sempre la corrente collegata ma il consumo annuo è trascurabile.

Il metodo ha diversi importanti vantaggi: impiegando nuovi materiali quali cavetti di titanio, ecc. è efficace, non-invasivo, rapido.
Può essere impiegato nelle più diverse circostanze e nelle condizioni più difficili quali i muri in blocchi di cemento o di laterizio e i muri a sacco laddove altre barriere sarebbero di difficoltosa, o impossibile, attuazione. Oppure anche ai muri contro terra.
 
[N.B. L'elettrosmosi attiva con passaggio di corrente va distinta dai principi elettrofisici ad onde o impulsi che sono fenomeno generico elettromagnetico, dalle onde radio e Tv ai motorini d’avviamento delle auto, dalle aurore boreali ai telefonini cellulari.
Questi principi elettromagnetici non hanno nulla a che vedere con l'elettrosmosi attiva.
     Non sono disponibili spiegazioni scientifiche, o prove con esperimenti comparati, di come o perché una onda elettromagnetica, più debole di quella di un telefonino cellulare, possa agire a distanza di molti metri per "eliminare l'umidità"  contrastando la risalita capillare in un edificio.
    Le apparecchiature agenti su questi principi non rientrano tra quelle ammesse per la deumidificazione di edifici dalla O-NORM 3355-2 austriaca in merito.
   Ugualmente può dirsi per misteriosi principi "elettrocibernetici" o "gravocinetici" o che “invertiscono le vibrazioni naturali della terra”.
La Prof. Margherita Hack, astrofisica Premio Nobel, intervistata in merito dal programma TV Striscia la Notizia a metà Febbraio 2008 ha definito tali affermazioni "bischerate".]


B- Le barriere iniettate - queste si installano alla base del muro  sotto al livello del solaio. Vi sono due tipi di barriera:

B1- La barriera idro-repellente, o taglio chimico.
 


La barriera chimica, o taglio chimico, viene formata iniettando del liquido idro-repellente (normalmente resine silano-silossaniche) che forma nel muro una fascia che blocca, respingendola, l'acqua in risalita.

Funziona quando riesce a intasare tutto il materiale dello strato di muro interessato. Ciò è raramente possibile per muri spessi, poco compatti, o a sacco.

Le resine possono essere a base acquosa o di solventi, nel qual caso hanno una penetrazione più efficace ma producono vapori tossici e altamente infiammabili.

Laddove praticabile e quando ben eseguito, è un metodo efficace, molto praticato in tutto il mondo. E' però invasivo e non-reversibile e perciò spesso poco gradito alle Autorità per edifici storici.

 

 


B2- La barriera fisica intasante iniettata.
Questa è uguale alla precedente salvo che ciò che viene iniettato è un materiale intasante vero e proprio per formare uno strato impermeabile. Tecnicamente, una boiacca acquosa, composta normalmente di un cemento addittivato di resine.
Quando ben eseguito, anche questo è un metodo efficace. E' invasivo e non-reversibile e perciò spesso poco gradito alle Autorità per edifici storici



B3- Il vero taglio fisico.

Consiste nel veramente fare un taglio nel muro alla base orizzontalmente per tutto il suo spessore e inserire in esso una guaina o una lastra impermeabile.
E' necessario poi riempire lo strappo così creato con del materiale sia impermeabile che capace di resistere al carico statico originale imposto dall’alto la muratura tagliata. Un problema di tenuta sorge spesso al punto di sovrapposizione delle lastre.

E' una soluzione certo risolutiva ma molto delicata da eseguire e molto invasiva, spesso poco gradita alle Autorità, specialmente in zone sismiche.


 

 

 


C- I metodi "ad aerazione preventiva" Questi cercano di fare evaporare l’acqua prima che salga troppo nelle parti più alte del muro. Vi sono quattro modi di raggiungere questo effetto:

C1- L’aerazione con cartucce o buchi.

Il metodo, introdotto a inizio sec XX°, consiste nel praticare dei buchi di aerazione nel muro.
La versione attuale fai-da-te sono delle cartucce-tubetti di plastica vendute in pacchi .
Il concetto è di far evaporare dal loro interno l'acqua in risalita dal terreno prima che essa risalga nella muratura.

Purtroppo quasi sempre l'acqua in risalita non è pura, ma contiene sali disciolti dal terreno.
Perciò è questa soluzione salina che evapora entro i buchi, lasciando per forza dietro di se i cristalli dei sali, che si accumulano.

All'inizio il sistema funziona e il muro si asciuga, ma ben presto i cristalli dei sali formano uno strato impermeabile che intasa i fori, le cartucce e i loro pori, impedendo ulteriore evaporazione.

L'acqua in risalita è ora libera di salire nel muro come prima permettendo ai sali di fare i loro danni. (Vedi foto)
Paradossalmente, più funziona l’impianto e più rapidamente si intasa e si ferma. Inoltre, i buchi indeboliscono la struttura del muro.
E' da considerarsi un metodo semplicistico, raramente gradito dalle Autorità per edifici storici.


C2- I "vespai aeranti" (camere d'aria).

E' forse il metodo più diffuso. E' stato introdotto negli anni 1950-60 per gli edifici nuovi, assieme ai solai in latero-cemento, in sostituzione del "vespaio" in acciottolato su terra sul quale si posava direttamente il pavimento in piastrelle.

Lo scopo è di creare una camera d'aria (quale in realtà è, non avendo più nulla a che vedere con i ciottoli del vecchio "vespaio"!) entro la quale fare evaporare tutta l'eventuale acqua in risalita dal terreno e trasferirla all'esterno tramite le aperture in modo da mantenere il solaio asciutto.

Mentre ciò può valere (fino a un certo punto) per la risalita dal terreno, non può contrastare anche l'acqua che risale nei muri. Questi risentiranno poco dell'evaporazione entro il vespaio.
Perciò, per questi ultimi, sarà indispensabile, ed è prescritta per edifici nuovi, una vera barriera, tipo guaina tagliamuro ecc.

 
 

Per i risanamenti di vecchi edifici in muratura in condizioni di risalita, questo metodo, pur essendo comunemente praticato è da considerarsi del tutto inutile, barbaro e inadatto, in quanto incassare nel vecchio muro dei cordoli-protesi di cemento armato comporta un inutile massacro della vecchia muratura solo per miope abitudine. Altre volte si formano i nuovi solai, sempre incassati nella muratura, su "granchi" in plastica. Ciò non cambia le cose, anzi, semplicemente diminuisce la circolazione dell'aria nella camera d'aria senza arrecare alcun vantaggio, salvo per l'impresa costruttrice.

In questi casi è molto più semplice, ed altrettanto efficace allo scopo, eseguire direttamente per terra sul vecchio pavimento o sul terreno livellato con del magrone, una impermeabilizzazione con doppia guaina armata e risvoltarla su per i muri, coibentare con almeno 6 cm di polistirene, ed eseguire un massetto (che potrà contenere gli impianti) ed il pavimento sopra il polistirene! oltre tutto, si guadagnerà in altezza. Inoltre, sarà indispensabile una vera barriera, elettrosmotica o a iniezione.


 

C3- Gli scannafossi aeranti.


 

Il cosiddetto scannafosso è una canaletta coperta con un grigliato concepita per esporre all’aria una fascia di muro nudo e sfruttarla per far evaporare in modo preventivo l’acqua in risalita.

Alta circa 40-50cm, può far evaporare poca risalita, anche se aiutata da un intonaco sacrificale.
Viene spesso impiegata dalle Autorità per edifici storici in quanto ha il pregio di non essere invasiva del muro. La sua efficacia non è prevedibile.
 


 

C4- Gli intonaci evaporanti.


Questo tipo di intonaci evaporanti-assorbenti vengono qui elencati solo in quanto vengono molto spesso proposti per asciugare-risanare l'aria e i muri di un locale anche in presenza di risalita. Ossia, risolvere tutto in un colpo solo.

E' evidente che, quando impiegati all'interno di locali, questi intonaci trasferiranno semplicemente l'umidità del suolo all'ambiente interno, aumentandola notevolmente e obbligando ad una aerazione continua, anche d'inverno. Nonostante ciò, vengono facilmente proposti anche per risanare seminterrati umidi!!

Possono mantenere un muro asciutto e impedire alla umidità di risalire entro di esso solo mediante una tale esasperazione della quantità d'acqua evaporata dalla parete da superare in volume quello dell’acqua (e dei sali) in risalita.

Inizialmente il muro si asciuga ma, il risucchio forzato provocherà esso stesso un aumento della risalita e l'evaporazione causerà la formazione di molti cristalli di sali, che verranno nascosti nell'intonaco macroporoso.


L'intonaco durerà finché può prima di saturarsi di cristalli e quindi, prima smettere di funzionare, e poi crollare.
Sarà di fatto un intonaco sacrificale da sostituire periodicamente. Paradossalmente, come le cartucce, più funziona prima si intaserà.


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Tel: 0578 266922 - 348 705 7354.
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