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A- Il vero
sbarramento ad elettrosmosi attiva.
Questa
é la brevettata barriera elettrosmotica detta
"ad anello" che consiste soltanto
in un cavetto incassato per terra corrente
attorno all'edificio. Clicca
per richiedere informazioni>.

L'elettrosmosi attiva ad anello
asciuga un muro o l'intera area. Rende il muro elettricamente
positivo applicando ad esso un potenziale
elettrico di debole voltaggio (da 12Volt a
3-4Volt) rispetto al terreno. L'energia
fornita sposta verso il basso più acqua di
quante ce ne sia in risalita e perciò il muro si
asciuga. Naturalmente, abbisogna di mantenere
sempre la corrente collegata ma il consumo annuo
è molto basso.
Il metodo ha diversi
importanti vantaggi: è efficace, non-invasivo,
rapido; inoltre, è duraturo e non richiede
manutenzione in quanto impiega nuovi materiali
quali cavetti di titanio, ecc.
Spesso é l'unico efficace
nelle condizioni più difficili quali i muri molto
spessi, i muri a sacco, in blocchi di cemento o di
laterizio laddove altre barriere sarebbero di
difficoltosa, o impossibile, attuazione. Può
essere impiegato anche per asciugare muri contro
terra.
Abis - Gli
apparecchi genericamente
"deumidificanti" che si
richiamano alla vera elettrosmosi - esistono due
versioni.
1- Gli apparecchi ad azione
"elettrofisica" elettronica che
emettono impulsi elettromganetici alimentati da
corrente.
2- Gli apparecchi che "trasformano e
ri-emettono" le onde magnetiche del campo
terrestre, questi non sono alimentati.
Generalmente sono solo delle "palle"
appese al soffitto.
Entrambi i metodi,
(oggetto di forte promozione commerciale in quanto
consentono molto alti margini di guadagno), si
propongono come "correttivo generale della
umidità" nei locali mediante generica
"alterazione della polarità" della
molecola dell'acqua. In altre parole, richiamando
una azione simile a quella della vera elettrosmosi
attiva descritta sopra.
E' innanzitutto da notare che
queste onde sono fenomeni elettromagnetici
quali le onde radio, radar, TV o quelle dei
telefonini. Sono quindi totalmente diverse dalla polarizzazione
elettrostatica generata fra muro e terreno
dalla vera classica elettrosmosi attiva
descritta sopra.
Scientificamente, un impulso o
una debole onda elettromagnetica a bassa frequenza
può avere una influenza a livello
sub-atomico sulla geometria delle molecole d'acqua
nelle sue immediate vicinanze; può anche
eventualmente propagarsi nel muro pieno,
per effetto "domino" su quelle vicine,
fino a un certo punto.
MA non sono ancora
disponibili precise spiegazioni scientifiche,
o prove con esperimenti comparati, di come
o perché un simile effetto indotto debba, o
possa, trasmettere l'energia necessaria (che è un
ammontare di watt noto dalla vera elettrosmosi
attiva) per spostare l'acqua entro un muro verso
il terreno - cosa che fa l'elettrosmosi attiva.
Alcuni fabbricanti avvertono che
l'effetto di deumidificazione propagata richiede
almeno due-tre anni (contro meno di un mese
della vera elettrosmosi attiva). Altri no.
Inoltre, laddove l'azione fosse
efficace, l'asciugatura del muro dovrebbe produrre
una quantità di efflorescenze di sali in
superficie, cosa che non risulta allo scrivente
per osservazione diretta.
In queste circostanze, pur
non escludendo "a priori" una efficacia,
è necessaria prudenza di giudizio.
Sopratutto, bisogna distinguere tra Ditte
serie che fanno ricerca scientifica e vendono i
loro prodotti senza pretese miracolistiche e altre
che lo sono meno, vantando "spiegazioni
scientifiche" del fenomeno che non lo sono
affatto. E' da menzionare che apparecchiature
agenti su questi principi non rientrano tra quelle
prese in coniderazione dalla O-NORM 3355-2
austriaca per la deumidificazione di edifici.
B1- Le barriere
fisiche inserite nel corpo del muro -
queste si installano alla base del muro sotto al
livello del solaio.
Consiste nel veramente fare un
taglio nel muro alla base orizzontalmente per
tutto il suo spessore e inserire in esso una
guaina o una lastra impermeabile. (A Venezia
una lastra di piombo 12/10mm entro una custodia in
plastica in concomitanza con cuci-scuci del muro).
E' necessario poi riempire lo strappo così
creato con del materiale che è
impermeabile e che sia capace
di resistere al carico statico originale imposto
dall’alto la muratura tagliata. Un problema di
tenuta sorge spesso al punto di sovrapposizione
delle lastre.
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B2- La
barriera idro-repellente iniettata, o taglio
chimico.
La barriera chimica, o taglio
chimico, viene formata iniettando del liquido
idro-repellente (normalmente resine
silano-silossaniche) che forma nel muro una fascia
che blocca, respingendola, l'acqua in risalita.
Funziona quando riesce a intasare tutto
il materiale dello strato di muro interessato.
Ciò è raramente possibile per muri spessi, poco
compatti, o a sacco.
Le resine possono essere a base acquosa o di
solventi, nel qual caso hanno una penetrazione
più efficace ma sono molto volatili, il che
richiede molte precauzioni.
Laddove praticabile e quando ben eseguito, è
un metodo efficace, molto praticato in tutto il
mondo. E' però invasivo e non-reversibile e
perciò spesso poco gradito alle Autorità per
edifici storici. Una barriera idrorepellente non
resiste ad acqua in pressione.
B3 - La
barriera iniettata intasante. Viene iniettata
come sopra. E' uguale alla precedente
salvo che ciò che viene iniettato è un materiale
intasante vero e proprio per formare uno
strato impermeabile. Tecnicamente, una boiacca
acquosa, composta normalmente di un cemento
addittivato di resine. Resiste ad acqua in
pressione.
Quando ben eseguito, anche questo è un metodo
efficace. E' invasivo e non-reversibile e perciò
spesso poco gradito alle Autorità per edifici
storici
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C- I
diversi metodi "ad aerazione
preventiva". Questi cercano di
fare evaporare l’acqua prima che salga troppo
nelle parti più alte del muro. Vi sono quattro
modi di raggiungere questo effetto:
C1- L’aerazione
con cartucce o buchi.
Il
metodo, introdotto a inizio sec XX°, consiste nel
praticare dei buchi di aerazione nel muro.
La versione attuale fai-da-te sono delle cartucce-tubetti
di plastica vendute in pacchi .
Il concetto è di far evaporare dal loro
interno l'acqua in risalita dal terreno prima
che essa risalga nella muratura.
In natura, nel terreno non esiste l'acqua
distillata: qualsiasi acqua in risalita contiene sali
disciolti dal terreno.
Perciò è questa soluzione salina che evapora
entro i buchi, lasciando per forza dietro di se i
cristalli dei sali, che si accumulano.
All'inizio il sistema funziona e il muro si
asciuga, ma ben presto i cristalli dei sali
formano uno strato impermeabile che intasa i fori,
le cartucce e i loro pori, impedendo ulteriore
evaporazione.
L'acqua in risalita è ora
libera di salire nel muro come prima permettendo
ai sali di fare i loro danni. (Vedi foto).
Paradossalmente, più funziona l’impianto
e più rapidamente si intasa e si ferma. Inoltre,
i buchi indeboliscono la struttura del muro.
E' da considerarsi un metodo semplicistico,
raramente gradito dalle Autorità per edifici
storici.
C2- I
"vespai aeranti" (camere d'aria).

E' forse il metodo più diffuso.
E' stato introdotto negli anni 1950-60 per
gli edifici nuovi, assieme ai solai in
latero-cemento, in sostituzione del
"vespaio" in acciottolato su terra sul
quale si posava direttamente il pavimento in
piastrelle.
Lo scopo è di creare una camera d'aria (quale
in realtà è, non avendo più nulla a che vedere
con i ciottoli del vecchio "vespaio"!)
entro la quale fare evaporare tutta l'eventuale
acqua in risalita dal terreno e trasferirla
all'esterno tramite le aperture in modo da
mantenere il solaio asciutto.
Mentre
ciò può valere (fino a un certo punto) per la
risalita dal terreno, non può contrastare anche
l'acqua che risale nei muri. Questi
risentiranno poco dell'evaporazione entro la
camera d'aria. Per questi ultimi, sarà
indispensabile una vera barriera alla risalita,
del tipo descritte in questa pagina.
N.B: Nei
risanamenti di vecchi edifici in
muratura in condizioni di risalita, il
vespaio aerato, o nuovo solaio su
"granchi" o "igloo" in
plastica, ma sempre incassato nella vecchia
muratura, pur essendo molto comunemente praticati,
è da considerarsi sistema
culturalmente barbaro in quanto
incassare nel vecchio muro dei cordoli-protesi di
cemento armato comporta un inutile massacro solo
per miope abitudine.
Ma
sopratutto,
è architettonicamente errato e
inadatto allo scopo in quanto
a) spreca altezza di soffitto e, b) non
risolve il problema della risalita nei muri che,
in questi casi, comunque abbisognerebbe di
una vera barriera.
Una semplice soluzione corretta ed efficace
per bloccare la risalita attraverso il solo
pavimento è illustrata sotto.
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